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Trasformazione, Modificazione, Metamorfosi ovvero dell’Evoluzione:
Uno dei temi che lo studio si trova ad affrontare più frequentemente è quello del progetto dell’esistente.
La frequenza è fisiologica operando in un territorio che dagli anni sessanta alla fine degli ottanta è stato abusato dalla frenesia del costruire, che lo ha consumato in modo indiscriminato e intensivo, rendendo ineluttabilmente naturale la produzione del “Brutto”
In questo contesto il progetto assume un peso di responsabile idealità e si carica dell’onere di colmare l’intrinseca sua assenza nella materia costruita.
Occorre in definitiva lavorare sull’esistente per migliorarlo, sopperendo all’originaria mancanza di progetto con il varo di una nuova progettazione che utilizzi l’esistente come materia e ne realizzi la sua trasformazione facendolo evolvere in bellezza
Il progetto a partire dal fabbricato esistente, che accoglie nel suo piano terra l’abitazione dei genitori, ha realizzato il suo completamento ricavando un piano sottotetto, ottenuto demolendo il tetto esistente che è stato rifatto con una nuova giacitura a due falde, in cui è stato realizzato l’abitazione della figlia.
L’accesso a questo nuovo piano è stato realizzato in maniera autonoma, con una scala che è contenuta in volume che si incastra nella struttura esistente dalla quale però fuoriesce marginalmente per differenziarsene volumetricamente.
Il diverso trattamento cromatico se da un canto accentua tale differenziazione, dall’altro esplicita la funzione connettiva del volume fra i due piani dell’edificio a rafforzare l’unita morfologica dell’intervento.
La struttura intelaiata in metallo che sorregge il tetto ci ha consentito di aprire una grande vetrata che mette in relazione diretta la casa con il Castello Chiaramontano, che emerge a fronteggiarla non distante nel paesaggio, instaurando con esso un intenso diretto rapporto visivo.