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Testo
Ci siamo riferiti, per ragionare sull’aggregarsi delle parti di una struttura e definire l’idea di costruzione, ai movimenti della crosta terrestre immaginando frammenti di essa, che dopo essersi messi in reciproco movimento, si assestano in una configurazione finale in cui le relazioni modellano la materia in un assetto determinato da fili visivi tesi fra essa (materia) e le emergenze del paesaggio. Si sono individuate sei parti (“zolle”) ad ognuna delle quali è stata data una specificazione funzionale, dalle due contenenti le funzioni abitative, giorno- notte, disposte sui due piani, alla loggia-ascensore giardino e ancora ai corpi dei servizi tecnici, e garage tettoia. Tutte la parti si sono aggregate in un piano di sedime sostanzialmente orizzontale altimetricamente è raccordato, seguendo la giacitura del terreno con il piano della piscina. Questo raccordo si realizza con dei gradini che hanno la forma organica delle curve di livello e che assume la funzione di “crepidoma”.
Dicevamo appunto che i poli di attrazione magnetica costituiti dalle emergenze visive del paesaggio hanno calamitato la forma “costringendola ad aggregarsi in un assetto definitivo compatibile con le caratteristiche del luogo in cui la costruzione si è radicata volendo realizzare quello che Gregotti definisce “l’inevitabile dialogo con il terreno”.
Le parti
Quest’ultimo, cioè il dialogo con il terreno, si realizza attraverso la fondazione/basamento che “non è un punto di partenza ma il prodotto di un processo di volontà, di forma, di una ricerca di compatibilità e dialogo;
“Scavare per costituire una fondazione significa poi anche mettere in evidenza il valore architettonico delle sezioni e il loro contatto con le diverse densità e materie degli strati; e anche rendere sensibile il problema della linea di emersione del suolo.”
“Lo scavo di fondazione ci propone il problema della utilizzazione architettonica significativa della sostanza geologica, e della sua consonanza dialogica con la geografia del contesto.”
Questo ragionamento definisce il processo di formazione dell’abitazione e ci fa riflettere sul fatto che esso riguarda tanto la tecnica, cioè la definizione di una struttura che diventa forma rendendo possibile che la “materia si mostri”, che il topos cioè il completamento di un luogo che la terra ci affida confidando nella nostra responsabile opera di modificazione.
La casa è costituita da un piano terra e da un sottotetto abitabile la cui copertura è a falde. Il piano terra accoglie la zona giorno. Dall’ingresso lungo una galleria corridoio attigua alla cucina, si perviene alla zona pranzo, connessa mediante un’ampia porta scorrevole alla cucina, e al soggiorno. Quest’ultimo è costituito da un ampio spazio suddiviso in zona conversazione e home video libreria. La zona conversazione si aggrega nel lato corto esposto a Sud nella cui parete è stato realizzato un camino il cui paramento esterno e costituto da un vetro che permette di scorgere, attraverso la fiamma, la mole del monte S. Paolino e della città di Sutera.
Ampie vetrate permettono alla zona giorno di essere collegata in continuità diretta con lo spazio esterno che grazie a un “crepidoma” è connesso al piano della piscina.
I corpi sono legati da una linea curva che, oltre a disegnare i gradini del piano rialzato, al livello superiore si materializza con il parapetto del solarium che cuce le parti-zolle, costruisce una superficie d’ombra sul piano sottostante e, infine, permette un affaccio privilegiato sul paesaggio.
Nel piano sottotetto si trova la zona notte. Centrale ad essa, in corrispondenza del pranzo del piano terra, è stata realizzata una cerniera a doppia altezza che oltre ad articolare gli ambienti fonde lo spazio dei due piani, facendo esondare quello del sottotetto all’esterno grazie ad una teca vetrata in cui si trova la palestra.
A questo piano si accede da una scala interna e da un ascensore, che occupa parte di un parallelepipedo completamente vetrato che consente la visione del giardino del silenzio, il quale essendo cinto da alte mura consente di godere dell’intimità della casa.
Nelle altre parti sono stati destinati i locali pertinenziali quale il garage, da cui si accede a un vano tecnico a servizio dell’abitazione, e il vano tecnico a servizio della piscina.
Quest’ultima, che chiude il lato Sud, fa sistema con i locali pertinenziali, connessi da una quinta muraria che, oltre ad unificare lo spazio definendolo a corte, serve a proteggere la piscina dal vento di Nord che investe l’area con particolare virulenza.