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Casa romita in mezzo alla natìa

campagna, aerea qui, su l’altipiano

d’azzurre argille, a cui sommesso invia

fervor di spume il mare aspro africano,

[…]

 Luigi Pirandello: Ritorno-La Via

 

Il luogo è nell’estremo lembo Sud Orientale di una delle aree più pregevoli dell’intera isola, quella relativa al Parco Archeologico di Agrigento. Su un crinale che scende ripidamente fino al piano del mare e offre un contesto unico alto, vicino al cielo, dal quale un’ampia visuale sfonda senza ostacolo fino a posarsi sulla linea dell’orizzonte in cui Cielo e Mare si fondono e grazie allo sguardo dell’uomo si ricongiungono alla terra. Questa visione peraltro è la medesima di cui godeva Pirandello la cui “casa romita” si trova poco discosta da qui. La committenza ha accolto il suggerimento di non demolire il fabbricato, dandoci così la possibilità di lavorare su ciò che c’era e di utilizzarlo come materia del progetto. Abbiamo mutato l’esistente conferendogli una direzione di senso a partire dalla sua natura e dalla esplicitazione della sua appartenenza. Ne abbiamo realizzato l’estroversione grazie all’apertura di ampi squarci che hanno formato dei quadri visivi sul paesaggio, e attivato intense connessioni percettive, Si è realizzata l’intima connessione con il sito d’impianto e rafforzato il suo legame con la terra, dove il costruito era stato posato in maniera del tutto casuale senza alcun rapporto con essa. La materia esistente si è fusa negli elementi Cielo, Terra, Mare. Tale idea si è materializzata nel contenitore del blu che costituisce un impluvio nel cui corpo il flusso del blu del cielo si incanala fino a scaricarsi nel bruno della terra e da qui, nel rimando dello sguardo dell’uomo, a incontrare l’azzurro del mare e, oltre fino all’orizzonte. E’ qui il luogo in cui l’uomo “con un breve moto di sguardo”, partecipa della pienezza degli elementi e sussurra con il poeta: “M’illumino D’ immenso”. L’ingresso si apre su un cortile antistante la casa.
Il piano di calpestio del primo solaio, nel fronte Sud emergeva dal suolo per mt. 2,50 e, costituiva un effetto di disancoramento dell’abitazione dalla terra. A ciò si è ovviato collegandolo alla quota del suolo con piani sfalsati, nel più basso dei quali è stata realizzata una piscina a sfioro sulla campagna e che sfonda sul mare. Questo legame ha reso il rapporto interno-esterno senza soluzione di continuità favorito da percorsi che consentono l’accesso all’abitazione da ogni parte dell’intorno. Il progetto ha realizzato un’unica unità abitativa, costituita da una zona giorno a piano terra e una notte al primo piano. La zona giorno è caratterizzata da un ampio spazio aperto: cucina, pranzo e soggiorno. che grazie alle ampie vetrate si aprono sul paesaggio. Si sono realizzati anche dei dispositivi che captano in maniera selettiva il paesaggio e la luce dell’Ovest. In particolare quello nel soggiorno è stato pensato come luogo dove potersi sedere a leggere un libro e venire.
investiti dalla luce del tramonto. La sua esecuzione sconta il debito del riferimento ai sedili di pietra realizzati ai lati delle finestre tipiche dell’architettura medioevale Chiaramontana (ce ne sono tra l’altro nel nostro Castello di Mussomeli e nel palazzo Steri di Palermo). Al primo piano si trovano le stanze da letto e uno studio soggiorno. La camera da letto matrimoniale ha una sua compiutezza funzionale che la rende autonoma. Essa è caratterizzata dalla forma organica del bagno che, posto quasi centralmente, serve a dividerla in un ingresso-spogliatoio e nella zona del riposo. La casa è conclusa da un tetto solarium dal quale emerge il collettore del blu e in cui si riassumono i materiali più importanti del progetto e si rende esplicita la fusione dell’edificio nella totalità del paesaggio

Preesistenza

Schizzi