Testo

Il progetto recupera le tracce residue della vecchia costruzione rurale, già quasi del tutto cancellate, ne perpetua la memoria e consente la persistenza di una tipologia e di ciò che culturalmente rappresentava.
Il paesaggio collinare di questo interno della Sicilia, su cui si apre il poggio dov’era impiantata la “robba”, ridotta a macerie, costituisce un residuo incontaminato e di particolare interesse essendo stato risparmiato dall’intensa attività di antropizzazione che altrove spesso ne ha compromesso l’integrità.
A partire da questo significativo “locus” da riattivare, il progetto definisce una presenza contemporanea, innervata dalle tracce culturali della ruralità storica.
Le tracce dell’impianto della vecchia “robba-masseria”, dopo essere state “rinvenute”, sono state ripristinate e rese leggibili e trasmissibili nel tempo. Si è ricostruito e ridisegnato l’impianto planimetrico preesistente, individuandone le direttici più significative che sono state utilizzate come costitutiva materia del progetto.
Su queste direttrici si sono costruite due maglie. La loro sovrapposizione ha configurato un reticolo che ha determinato l’ossatura vertebrante dell’impianto d’insediamento del nuovo edificio, definendone la geometria che contiene e trasmettere il “patrimonio genetico” del preesistente.
La tipologia ripropone una “corte aperta” lungo il lato di Sud-Est, così com’era il fabbricato fino agli anni ’30 del secolo scorso.
In questo lato, che è il più pregnante dal punto di vista del rapporto col paesaggio, si è segnato il limite con un camminamento rialzato che, nell’ordine basso, forma degli ampi quadri visivi. Il camminamento è la parte elevata di una percorrenza che dal piano terra si dipana e si avvolge lungo i lati della corte e sale nell’ordine superiore ad affacciarsi sulle colline e sui paesi di Bompensiere e Montedoro; per infine condurre a un tetto terrazza, piccola piattaforma tra terra e cielo, dove su un sasso ci si potrà acquietare nel silenzio e nella contemplazione.
La corte ha giaciture che confluiscono in un piccolo lembo di terra da cui svetta un cipresso, il cui volume definito ed essenziale proietta la sua ombra, come gnomone, a scandire il senso del tempo.

Preesistenza

Schizzi

IMMAGINI

Foto azimutale di © Maurizio Di Maria – Foto di © Santo Edoardo Di Miceli